Quando ascolto certi conduttori che tra un brano e l’altro ti rovesciano addosso una valanga di notizie, curiosità e parole, mi viene spontanea una domanda: ma il senso della misura dov’è finito?
Essere in diretta non significa dover riempire ogni spazio disponibile. Non è una gara a chi parla di più o a chi riesce a infilare il maggior numero di informazioni in trenta secondi.
La radio è una questione di ritmo, sensibilità e soprattutto misura.
Un bravo conduttore sa quando parlare, cosa dire e, soprattutto, quando tacere.
Deve incuriosire, non stancare. Coinvolgere, non sommergere. Lasciare all’ascoltatore la voglia di sentire ancora la sua voce, non quella di cambiare frequenza.
Perché il talento radiofonico non si misura dalla quantità di parole pronunciate, ma da quelle che riescono a lasciare qualcosa.
Il microfono non va riempito. Va saputo usare.
danieleMilani – radioHost

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